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               Caro genitore...                    
(Seconda parte)        
di Elvezia Benini 

INDICE

Sistemi educativi
Sistema autoritario
Con questa modalità l’educazione adottata dal genitore è di tipo impositivo: il genitore esercita il suo potere attraverso severità eccessiva, punizioni.
Il genitore è convinto che il figlio deve ubbidire ad ogni costo solamente perché ritiene di essere “il capo”,  “di avere il comando”, “io sono il genitore e tu devi fare ciò che dico, perché lo dico IO!”
I genitori appartenenti a questa categoria non tengono in considerazione le esigenze del figlio, non rispettano l’altro come persona .
Questo genitore, temendo di perdere, obbliga,  attraverso sistemi punitivi e primitivi, al proprio volere non tollerando l’espressione altrui.
Il figlio cresce:

-   senza sicurezza
-   senza stima di sé 
-   senza fiducia nelle sue possibilità
-   senza capacità riflessiva
-   senza capacità di autonomia
-   senza il senso di responsabilità
-   senza la capacità di usare la ragione e la logica

  può reagire in diversi modi :
 -  
con la ribellione
 
-   con le bugie
 -   con il distacco
 -   con la rabbia
 -   con atteggiamenti di sottomissione o di intolleranza
 -   con adeguamento totale alle regole o con rifiuto totale

Sistema permissivo
In questo sistema educativo il genitore non fa sperimentare al figlio il senso del limite, temendo di infliggere frustrazione o sofferenza.
Il genitore, pur avendo il proprio modo di pensare, nel momento in cui propone al figlio una soluzione ad una problematica che il figlio non accetta, questi raggiunge il suo scopo attraverso i suoi no, i pianti o gli urli finché il genitore cede.
Il figlio diviene ingovernabile e cresce:

-         egoista
-         irresponsabile
-         con il senso dell’ onnipotenza
-         senza capacità  collaborativa
-         presuntuoso
-         intollerante

  Sistema disorganizzato
In questo sistema educativo il genitore appare come una persona senza punti di riferimento, poco stabile nelle proprie opinioni e modalità di affrontare la vita.
Il figlio impara a convivere con l’instabilità, con l’incertezza.
Il clima familiare incoerente, clima nel quale oggi si consente ciò che ieri era vietato e si stabiliscono le linee guida in base all’umore o all’interesse del momento, genera profonda insicurezza nel figlio.
Il figlio cresce
-
        senza sicurezza
-        opportunista
-        centrato solo su se stesso
-        senza considerazione degli altri

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Il ruolo del genitore
Si dice che il “mestiere” del genitore sia il più difficile e che ci vorrebbe una scuola che prepari ad affrontare al meglio questa funzione.
Si possono individuare due modalità nella funzione genitoriale: una favorente la crescita attraverso la sperimentazione e l’assunzione di responsabilità e l’altra che non consente la crescita perché il genitore si sostituisce al figlio, assumendo su di sé ogni atto e ogni responsabilità; questi genitori credono di far bene esercitando ogni controllo sul figlio e considerano ogni azione sbagliata del figlio come determinata da loro stessi e quindi, nel bene e nel male, si ritengono sempre responsabili. Questi genitori non si separano dai figli e i figli non possono separarsi da loro: questa relazione si caratterizza per la profonda insicurezza e per l’alto grado di ansia.
Il buon genitore stimola il figlio alla crescita responsabile attraverso una relazione positiva in un ambiente familiare sereno.
Pertanto le condizioni più idonee sono:
-         accettare il figlio come persona con una sua propria individualità
-         rispettare il figlio  nelle sue esigenze e secondo le sue aspettative
-         ascoltare  e cercare di capire
-         comunicare al figlio che è una persona importante e degna di fiducia
-         non dare interpretazioni e giudizi, o risposte
-         aiutare a porre delle domande e a trovare possibili soluzioni
-         incoraggiare il dialogo (avviene se l’ambiente non è giudicante e critico)
-         favorire l’indipendenza e l’autonomia (l’ordine, la pulizia della persona e della propria camera, la responsabilità dei compiti)
-         consentirgli di vivere per tentativi ed errori: sperimentandosi nel mondo, vigilandolo con rispetto ed amore, imparerà a cavarsela da solo
-         non commiserare mai il figlio (accade spesso quando il figlio è ammalato) poiché imparerebbe a non affrontare la vita, si sentirebbe diverso

È bene ricordare che le difficoltà della vita sono inevitabili e che una stessa situazione può essere vissuta in modo differente dai singoli individui: il genitore affronta le situazioni problematiche secondo le sue possibilità e con i suoi limiti.

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Proposte operative
Come risolvere i conflitti
Nella famiglia, come in qualsiasi altro contesto comunitario, è inevitabile che sorgano problemi di tipo relazionale contraddistinto da contrasti che a volte sembrano insormontabili.
I conflitti si possono risolvere se alla base della relazione ci sono amore, fiducia, stima, rispetto.
Quando sorgono dei contrasti tra genitori e figli spesso si genera una comunicazione distorta (autoritaria, permissiva, incoerente) che tende ad accentuare il problema , generando rancore e rabbia.
Qui di seguito alcuni consigli per cercare di riflettere ed attenuare il problema:
1)     Considerare il problema non come una “battaglia” che va vinta ad ogni costo, ma  “vedere” il problema sottostante da risolvere
2)     Comprendere che è necessaria la collaborazione per raggiungere la soluzione
3)     Utilizzare un linguaggio sempre rispettoso delle parti
4)     Ascoltare in modo riflessivo l’altro e se stesso
5)     Comunicare in modo autentico i sentimenti
6)     Desiderare profondamente il superamento del conflitto
7)     Affrontare la situazione senza idee preconcette
Dopo questa riflessione sul proprio modo di essere e di porsi, affrontare la situazione problematica seguendo questa pista operativa:
1)     identificare il problema
2)     capire il messaggio del figlio e il bisogno a volte non espresso o nascosto sotto la modalità della rabbia
3)     con l’ascolto riflessivo, verso l’altro e verso sé, comunicare il proprio pensiero
4)     cercare insieme le possibili soluzioni
5)     esaminare le soluzioni e scegliere quella che contiene vantaggi per entrambi
6)     applicare la decisione scelta
7)     verificare i risultati
Questo modo di procedere aiuta i figli a comprendere l’importanza del rispetto:
-         “se rispetto le esigenze degli altri vengo rispettato”
-         “se collaboro soddisfo i miei bisogni/desideri, rispettando anche gli altri”
-         “se comunico in modo democratico, se trovo un accordo, rinuncio a qualcosa per il bene comune, ma trovo la serenità nella relazione"

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