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La Lanterna, chiamata, nel Medio Evo Capo di Faro 

è il simbolo della città; è alta 117 metri sul livello del mare, irradia la sua luce fino a 36 miglia marine di distanza.

E' aperta finalmente al pubblico, fino alla terrazza della prima torre. 

Qualunque possano essere i dati che le fonti antiche, e soprattutto l'archeologia, hanno offerto o potranno un giorno offrire per una più rigorosa definizione, nel tempo e nelle circostanze storiche, dell'origine di Genova, è ormai acquisito ed evidente che la nostra città nasce sul mare, in funzione della rada arcuata, quasi un porto naturale, che si apre tra Capo di Faro e la punta del Molo Vecchio.

Situata su una roccia all'estremità occidentale dell'arco portuale genovese è facilmente visibile da molti punti di vista. Nel quartiere di San Benigno, vicino ai moderni grattacieli del nuovo centro direzionale, segnala l'ingresso in città a chi arriva da ponente. Nel Medioevo la torre di capo di Faro, ad occidente dell'arco costiero, serviva come punto di avvistamento delle navi in arrivo in porto insieme alla torre del Molo vecchio ad oriente. La torre venne dotata nel 1326 di lampade ad olio fisse per le segnalazioni ai naviganti. Nel Quattrocento le lampade erano più di cinquanta protette da una vetrata composta da un migliaio di pezzi di vetro.   L'ultimo restauro è stato compiuto dal Genio Civile sotto la direzione della Soprintendenza ai Monumenti tra il 1967 e il 1970. Agli inizi degli anni Novanta è stato ripreso l'affresco dello stemma.

 Dalla terrazza si può godere un magnifico panorama.